Cosa leggere per migliorare la propria comunicazione

Oggi rispondo all'email di Mirko, che praticamente, mi chiede cosa leggere per migliorare la propria comunicazione.

I libri che consiglio a Mirko saranno molto utili anche a Te, pertanto, se ancora non li hai letti, fallo subito.


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L'email di Mirko
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Egr. Sig. Giancarlo,
ho letto una sua nota su internet (una risposta ad una ragazza che le chiedeva consigli su come comunicare) e volevo chiederle consiglio su quali libri leggere per migliorare la mia comunicazione.

Ringraziandola anticipatamente le porgo Cordiali Saluti.

Mirko


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Cosa leggere per migliorare la propria comunicazione
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Caro Mirko,
non conosco il Tuo livello di conoscenza in materia e pertanto, mi permetto di segnalarti quelli che io considero i 4 libri base di ogni buon comunicatore.

Comincia con leggere questi, apriranno la Tua mente e Ti aiuteranno a migliorare, sensibilmente, la Tua comunicazione.

* L'arte di comunicare, di Carlo Majello (un datato, ma sicuramente da leggere);

* Introduzione alla Pnl, di Jerry Richardson (il libro più semplice in assoluto che può insegnarti le basi della Programmazione Neuro-Linguistica e di conseguenza, migliorare la comunicazione);

* Le armi della persuasione, di Robert B. Cialdini (da leggere se Vuoi imparare a migliorare la Tua capacità di persuasione);

* I linguaggi del corpo, di Samy Moicho (per apprendere più da vicino il linguaggio del Tuo corpo).

Questi 4 libri mi sono stati veramente di aiuto, sia per migliorare la mia capacità comunicativa, sia per migliorare quella persuasiva.

Sono certo che lo saranno anche con Te e con chiunque voglia leggerli.

Se poi, oltre a leggere, ami anche ascoltare degli Mp3, Ti suggerisco il mio Audio Corso sul Parlare in Pubblico, ricco di consigli anche sulla comunicazione.

E stato creato per le donne, ma posso garantirti che è molto utile anche per i maschietti come Te.

A questo link trovi la scheda di presentazione.

Appena hai letto tutti e 4 i libri, fammi conoscere il Tuo parere,

Un abbraccio e buona lettura.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"

Commenti

444mazza ha detto…
Salve Giancarlo.

Mi sono imbattuto nel suo blog in modo, per così dire, casuale e l'ho trovato piuttosto interessante.
Nonostante sia scritto più e più volte che tale blog è dedicato alle donne in cerca di autostima durante il discorso, mi permetto di commentare, sperando anche in una sua eventuale risposta.

Per quanto riguarda il ben parlare io ritengo, do qui la mia opinione che vale certamente meno della sua, che alla base di un buon discorso, convincente o meno, incisivo o meno, notevole o meno, ci sia solamente da attribuire merito alla singola lettura.
Nessuno impara a parlare in modo accettabile e tale che le sue parole facciano il debito effetto, se prima non abbia letto libri - e con questo termine non intendo certo Harry Potter o altra psudoletteratura - che riescano a fissare norme grammaticali salde abbastanza da poterci edificare su un'implcatura duttile e flessibile come una canna di fiume, pronta a piegarsi sotto il ventoso soffio del pubblico che ascolta e critica e pone obiezioni, ed al contempo salda e durevole come una vecchia quercia.

Sebbene le mie parole siano da criticare quanto a forma ed anche a contenuto, la prego di scusare la mia ignorante impertinenza, mista a curiosità adolescenziale, quando le chiedo per quale ragione non annovera nella sua lista, per quanto breve ed essenziale, alcun libro di grandi oratori greci d'età classica, alcuno scritto di potenti demagoghi latini, nessun grande e potente esempio di quell'arte letteraria che massimamente è sopra le altre da stimare: la patetica poetica partorita dal Bel paese e dalle sue geniali menti che si sono succedute nel corso dei secoli.

Mi perdoni nuovamente il commento per tutte le ragioni che precedentemento ho esposto.

Nicolò Mazzanti.
Caro Nicolò,
perdona il ritardo con cui ti rispondo, ma tra commenti ed email, siete tantissimi...

Grazie per i complimenti al blog, sono lieto che tu l'abbia trovato "piuttosto interessante".

Essendo la mia nicchia di lavoro specializzata nell'Universo Femminile, mi rivolgo principalmente alle donne, ma posso garantirti che sono moltissimi gli uomini che leggono in miei blog...

Condivido con te che i libri sono importantissimi, ma da soli, non bastano...

Insieme ai libri (che danno cultura), è fondamentale imparare a parlar chiaro, a comunicare con incisività, ad affascinare le platee, e questo lo impari con le tecniche, con la pratica, con gli esempi, con l'esperienza...

Anche e soprattutto, "modellando" quelli più bravi di te...

E perchè mai dovrei criticarti? Sei solo un adolescente curioso e questo, mica è un reato, anzi, ti fa onore...

Semmai, se proprio debbo evindenziare un limite, usi un lessico un pò troppo ricercato, un pò troppo forbito. Non tutti, amico mio, riusciranno a capirti...

A Parma, quando stavo imparando il mestiere dell'account, mi hanno sempre detto: "Giancarlo, usa il linguaggio dello scemo del villaggio che ti capirà anche il saggio"!

Adesso hai capito perché non cito i grandi classici della retorica?

un abbraccio
444mazza ha detto…
Ti do del "tu" ma dimmi se devo darti del "lei".

Perdona la mia lenta risposta ma sono stato impegnato in questi giorni.

Definiscimi pure purista, cruscante, passatista o sognatore, definiscimi come più preferisci ma io credo ancora nell'Italia dove si possa parlare una lingua che vada oltre il termine "hamburger" od anche oltre al semplice aggettivo "cattivo" in contrapposizione al banale "buono"; sogno un'Italia dove la lingua sia coltivata, sia l'orgoglio dei più e sia capace di esprimersi con più delle solite sette parole che sempre usiamo - oltre tutto in modo a volte scorretto -.
Usare un verbo particolare più d'un altro od un termine che meglio s'addice al contesto e meglio lo calza più di qualche altra parola ormai semplificata dall'uso spregiudicato che se ne fa, io non credo che sia adoperare un linguaggio aulico ma solo usare un lessico adeguato al suddetto contesto che davanti ci si pone.

Nessuno più, ormai, riesce ad usare certi piccoli trucchetti che, al fine della persuasione a cui sempre in modo più evidente si mira, risultano vincenti meglio di altri: chi sa riconoscere la potente moderazione d'una litote? chi la ridondante incisività dell'allitterazione? chi, poi, il singhizzante ritmo di una climax?
Questi sono i mezzi attraverso i quali si riesce a persuadère l'uditorio piuttosto che strane perle di psicologia vendute a caro prezzo da persone che, per farlo, altro non usano che il linguaggio di cui io sto parlando.

Per quanto riguarda i modelli da imitare e superare ti voglio citare (per rimanere in tema e mostrare come da un discorso pulito, elegante e ben composto si possa apprendere di più che da mille azioni oratorie fatte allo sbaraglio) il "De oratore" di Cicerone: (II, 22, 90-92) "La prima cosa che io vorrei consigliare al mio alunno è di scegliersi un modello da imitare. [...] Non vorrei che facesse come molti imitatori di mia consocenza che sono abilissimi ad imitare ciò che si presta facilmente ad esser imitato o le stranezze e direi quasi i difetti. Se un uomo ha un difetto, non c'è nessun merito ad impossessarsene, e divenire simile a lui. [...] Chi sa regolarsi, deve innanzi tutto stare attento alla scelta; fatto ciò, deve cercare di ripordurre con la massima diligenza ciò che trova di meglio nel suo modello".
Forse estrapolato dal contesto non rende bene ciò che volevo dire, ma credo che sia chiara la mia posizione: impariamo prima a consocere le basi e poi, solo allora, andiamoci a leggere le nozioni moderne, le quali non sono poi tanto migliori delle antiche, perchè ti diranno che se usi il linguaggio dello scemo del villaggio ti capirà anche il saggio, ma così non ti ti fanno comprendere che il saggio di cui si parla, oltre a capirti per la bassezza del linguaggio usato, ti considererà anche pari allo scemo del villaggio.
Ma certo che il tu va benissimo...

Continua a coltivare i tuoi sogni, è lecito e giusto. E come diceva Marco Aurelio: "Sogna in grande"...

Nel mio piccolo, ho la sensazione che tu usi termini troppo complicati e complessi per la maggior parte delle persone e che, forse, questo ti rende incomprensibile ai più!

Sul fatto che poi siano i mezzi che ti permettano di persuadere un uditorio, ho qualche dubbio ma se ne sei convinto tu, va bene...

Infine, i veri saggi, amico mio, primo, non lo sbadierano ai quattro venti e secondo, non pensano affatto che gli altri siano degli "scemi del villaggio"...

Quelli che lo fanno, temo che abbiano ben poco di "saggio"...

un abbraccio